Elezioni comunali 2021

IO VOTO DONNA alle Comunali 2021, perché con le donne la ripartenza sarà più forte!

 

Rinviate lo scorso anno, le elezioni comunali si terranno il prossimo 18 aprile 2021. La Federazione delle Associazioni Femminili Ticino (FAFTPlus) rilancia la campagna “Io voto donna – Un obiettivo in Comune” affinché ci siano abbastanza candidature femminili. Perché il ruolo delle donne è decisivo, anche e soprattutto nella politica locale!

 

In un anno in cui si celebrano i 50 anni di diritto di voto e di eleggibilità delle donne a livello federale, parlare di equilibrio di genere in politica ha un significato particolare. Il 7 febbraio 2021 non si festeggia infatti solo il conseguimento di un diritto a lungo negato, ma anche il compimento pieno della democrazia, un effettivo “governo del popolo”, dove tutte le parti della popolazione sono rappresentate. A cinquant’anni di distanza, il tema delle donne e della politica è ancora al centro del dibattito, perché si parla di sottorappresentanza femminile negli organi elettivi, anche in quelli comunali. Un dato su tutti: solo 12 dei 111 comuni ticinesi sono amministrati da donne.

 

Per la salute della democrazia, ma anche per una società più equa, inclusiva ed efficiente, crediamo nella condivisione tra uomini e donne dell’azione politica.  Lo slogan “Un obiettivo in comune” evoca proprio una collaborazione tra cittadini e cittadine, tra uomini e donne; ma “comune” richiama anche il luogo di questa collaborazione: la politica comunale è strategica perché è lì che parte la “filiera” dell’impegno politico e comincia la carriera di chi siederà in futuro negli organi elettivi di grado superiore a quello comunale.

 

Oltre alle ragioni di rappresentanza democratica e di equità, le donne in politica sono importanti perché portano sul tavolo dei consigli comunali e dei municipi competenze, capacità e punti di vista diversi. Solo da un confronto articolato e ricco di idee nascono infatti soluzioni innovative, a cui magari non si era pensato prima, e si operano scelte più efficaci a favore di tutta la cittadinanza. Di questo buon funzionamento del processo decisionale, di questa politica più performante, abbiamo molto bisogno in questo momento di crisi pandemica per rispondere ai bisogni della popolazione e per rimettere in moto il paese.

 

Un voto alle candidate di qualsiasi colore o partito in queste elezioni comunali porterebbe a un maggiore equilibrio di genere nella politica più vicina alla popolazione e sarebbe utile per arginare la disaffezione verso la cosa pubblica di chi non si sente rappresentato. Ma porterebbe anche a diversificare la base delle persone che si occupano di politica comunale e a rinnovare l’agenda politica locale, dando spazio e voce a quei problemi magari non ritenuti prioritari. Inoltre, offrire a un maggiore numero di donne di entrare in un legislativo o in esecutivo comunale, darebbe loro l’opportunità di maturare quell’esperienza politica che potranno poi spendere in incarichi elettivi cantonali o federali, così da scongiurare in futuro un Consiglio di Stato solo maschile.

 

In questo momento storico, l’esperienza delle donne è ancora più cruciale per compiere scelte di rilancio coraggiose, efficaci, innovative, inclusive e decisive, nei tempi difficili che ci attendono dopo la pandemia. 

Un obiettivo in Comune

“Un obiettivo in comune” è lo slogan della campagna apartitica di FAFTPlus (Federazione delle associazioni femminili Ticino) per un equilibrio di genere in politica. Già presente nelle ultime elezioni cantonali e federali, è riproposta per le Comunali del 18 aprile e vuole sottolineare l’importanza del voto dato a una candidata per una maggiore presenza delle donne nei municipi e nei consigli comunali e per arricchire la politica locale con le competenze e le esperienze femminili.

 

Ricerche e statistiche ci dicono che le donne portano in politica temi e priorità differenti che migliorano il benessere di tutti, donne e uomini. Questo vale a ogni livello. Più municipali e consigliere comunali potrebbero portare visioni e punti di vista diversi e inediti, utili per arricchire il dibattito pubblico e il processo decisionale.

La differenza è un valore al quale anche la politica locale non può rinunciare se vuole compiere scelte efficaci, innovative e al passo con i tempi. Non può rinunciarci se vuole rinnovare la classe politica, ma anche combattere la disaffezione verso la cosa pubblica e l’astensionismo. Non può rinunciarci se vuole rispondere ai veri bisogni di un territorio e alle esigenze della sua popolazione.

Perché lo facciamo

Il tema donne e politica è diventato centrale e strategico per la democrazia svizzera.

 

Abbiamo bisogno di molte donne elette anche nei consigli comunali e nei municipi per tantissimi motivi, ma soprattutto perché la politica locale è una palestra importante per la democrazia, ma è una palestra importante anche per le donne, che muovono i primi passi in politica, facendo tesoro di un’esperienza che è essenziale per la carriera politica a livello cantonale e federale.

Se le donne non sono più presenti nei consigli comunali e nei municipi, dove si instaurano importanti contatti e dove si matura una fondamentale pratica politica, difficilmente saranno più numerose in Gran consiglio e nel parlamento federale o una donna entrerà di nuovo nel governo cantonale alla prossima tornata elettorale.

Ma non è solo una questione di numeri.

 

Siamo anche convinte che l’esperienza di vita, le specifiche qualità di leadership e le competenze delle donne siano oggi indispensabili in ogni consesso decisionale, se vogliamo vincere le sfide del pianeta e quelle del nostro paese, in modo inclusivo e innovativo.

All’obiezione ricorrente che il genere non conta, conta che uno sia un bravo politico o una brava politica, rispondiamo che le donne hanno un bagaglio esistenziale diverso da quello degli uomini e questa diversità è utile alla classe dirigente per lavorare meglio. Numerose statistiche e ricerche dicono che le donne portano in politica quei temi, quei valori e quelle priorità che migliorano il benessere di tutti, delle donne e anche degli uomini.

Chi siamo

La Federazione delle Associazioni Femminili Ticino (FAFTPlus) è nata nel 1957 con il nome di Federazione Ticinese delle Società Femminili. È stata fondata con lo scopo di raggruppare associazioni femminili e donne attive in ambito politico, sociale e culturale, per rivendicare il diritto di voto e di eleggibilità.

Nel 2015 FAFT è diventata FAFTPlus per accogliere enti, associazioni e socie/i singoli, uomini e donne, che condividono i suoi scopi e i suoi obiettivi. Alla fine dello scorso anno, tre uomini sono entrati in comitato perché FAFTPlus è convinta che la questione della parità e della conciliabilità non è più una questione solo femminile.

Nel 1997 ha fondato il Consultorio giuridico “Donna e lavoro” che offre consulenza e assistenza legale su problematiche riguardanti il lavoro. Considerati i cambiamenti di priorità decisi a livello federale, il Consultorio a inizio 2019 si trasformerà in un centro di competenze per concretizzare la conciliabilità famiglia-lavoro.

La Federazione delle Associazioni Femminili Ticino (FAFTPlus) lavora per trovare soluzioni e realizzare le pari opportunità fra uomini e donne e per tradurre in pratica l’articolo costituzionale che sancisce la parità di fatto tra donna e uomo in tutti gli ambiti.

Si impegna per l’eliminazione delle discriminazioni salariali e professionali, per misure concrete che favoriscano la conciliabilità lavoro-famiglia per uomini e donne.

Vuole inoltre promuovere la presenza femminile nei media, in politica, fra i quadri e in quei luoghi dove si prendono le decisioni che riguardano tutta la collettività.

Più donne in politica = una politica migliore?

 

Agenda Politica 54

Forse, ma in questo modo potremmo avere una politica non solo più giusta in termini di rappresentanza popolare ma, magari, anche migliore a tutti gli effetti.
Il 23 agosto scorso il nostro gruppo Agenda Politica 54 (dal 54% degli aventi diritto al voto rappresentato dall’elettorato femminile) ha inviato a tutti i presidenti e segretari dei partiti rappresentanti nell’arco parlamentare ticinese una serie di raccomandazioni volte ad assicurare l’equa rappresentanza femminile nelle candidature, nelle liste e nelle attività mediatiche, in vista della prossima campagna elettorale.

La nostra campagna

In base all’art. 3 dello suo statuto, FAFTplus è indipendente dai partiti politici. Questo non vuol però dire che la politica non ci interessa. FAFTPlus è infatti attenta a quelle questioni che toccano il suo mandato e le stanno a cuore. Una di queste è sicuramente la presenza delle donne in politica. Non è solo una questione di pari opportunità e giustizia, ma anche di equa rappresentanza della realtà, dove le donne competenti ci sono e contano, e dunque dovrebbero esserci e contare anche nello spazio pubblico.

In questi tempi di scollamento tra popolo e istituzioni, la campagna #iovotodonna vuole accorciare le distanze tra le cittadine e la politica attiva, ma anche far riflettere i partiti e l’elettorato sui benefici per le istituzioni democratiche di promuovere talenti femminili, sia per rinnovare il personale politico, sia per arricchire il confronto sui temi di interesse collettivo.

Non riceviamo né sovvenzioni né contributi dai partiti e siamo neutrali dal punto di vista politico e confessionale.

SOSTIENI LA NOSTRA CAMPAGNA

Stimate e stimati amici di FAFTPlus,

Tra i nostri scopi statutari, ce n’è uno che ha caratterizzato  tutta  la nostra storia, addirittura la nostra nascita: rappresentare gli interessi delle donne nelle istituzioni politiche.

La nostra Federazione rivestì un ruolo fondamentale nell’ottenimento del suffragio femminile in Ticino, quasi 50 anni fa. Con il diritto di voto arrivò anche quello di eleggibilità e i seggi in Parlamento passarono da 65 a 90 proprio per far posto alle donne. Eppure, non abbiamo mai raggiunto nemmeno quel minimo obiettivo: le donne in Gran Consiglio hanno a lungo rappresentato tra  l’11 e il 15% e solo nell’attuale legislatura, con il 24%, ci siamo avvicinati alla media nazionale dei parlamenti cantonali.

PROPORZIONE FEMMINILE
NEGLI ORGANI POLITICI SVIZZERI

  • Ticino

    • Municipi: 16,1%
    • Consigli comunali: 29,6%
    • Sindache: 10,8%

  • Svizzera *

    • Municipi: 27,4%
    • Consigli comunali delle Città: 31,9%

*: per le 170 città svizzere, stato al 1. agosto 2018.

 

Fonti: Ustat (dati comuni ticinesi); UST (dati per le città svizzere)2019.

Metà – metà

Helvetia chiama

Un nuovo movimento
per le donne in politica

 

Helvetia è profondamente preoccupata perché sa che una buona democrazia deve rappresentare i suoi cittadini e le sue cittadine.
Attualmente ci sono:

– 5 uomini e 2 donne in Consiglio federale
– 39 uomini e 7 donne al Consiglio degli Stati
– 140 uomini e 60 donne al Consiglio Nazionale

Fatti due calcoli, sono appena 69 le donne, a fronte di 184 uomini, che determinano la politica svizzera a livello nazionale. È questa una democrazia del XXI secolo?

La campagna apartitica “Helvetia ruft” (Helvetia chiama) vuole contribuire a una democrazia di migliore qualità, aumentando il numero delle donne che partecipano alle decisioni di politica federale.

La campagna prevede di avvicinare le donne alla politica, sostenere e promuovere le candidate, sensibilizzare tutti i partiti a tenere conto delle donne e degli uomini in modo equo e offrire loro posizioni nelle liste interessanti.