Elezioni rinviate

Care Amiche, cari Amici,

In questo momento difficile per il Ticino, prendiamo atto della decisione di oggi del Consiglio di Stato di rinviare le elezioni per il rinnovo dei Municipi e dei Consigli Comunali che si sarebbero dovute tenere il prossimo 5 aprile 2020.

 

Certamente la campagna riprenderà l’anno prossimo con tutto l’entusiasmo e il vigore che un appuntamento così importante merita.

Anche noi, allora, riprenderemo la nostra attività a sostegno delle candidature femminili, affinché la democrazia possa continuare a nutrirsi del contributo fondamentale delle voci delle donne, ancora una volta con l’auspicio che questa voce si possa esprimere forte nei Municipi e nei Consigli Comunali del nostro Cantone.

 

Vogliamo infine esprimere la nostra solidarietà alle candidate e ai candidati che hanno lavorato tanto per queste elezioni, ma comprendiamo la necessità di dover annullare le elezioni durante questi tempi difficilissimi per tutto il Ticino ❤️

ELEZIONI COMUNALI 2020

Elezioni Comunali 2020

#iovotodonna torna per le Elezioni comunali 2020 del prossimo 5 aprile.

 

Dopo le Cantonali 2019, con lo storico risultato di 31 donne elette in Gran Consiglio, e le Federali 2019, con la cosiddetta “onda rosa”, vogliamo portare il messaggio dell’equilibrio di genere nei consessi comunali, dove inizia la carriera politica delle cittadine e dei cittadini che vogliono impegnarsi per la cosa pubblica.

Anche a livello locale, la presenza delle donne è scarsa e non corrisponde al principio della rappresentanza democratica: solo 14 dei 115 comuni ticinesi sono amministrati da una sindaca. Le municipali nei comuni ticinesi sono solo il 16.1% mentre le consigliere comunali sono il 29.6% (vedi tabella)

Un obiettivo in Comune

Il motto della campagna è “un obiettivo in comune” con riferimento alla politica comunale, ma anche all’importante collaborazione tra donne e uomini per amministrare in modo efficiente un territorio.

 

Ricerche e statistiche ci dicono che le donne portano in politica temi e priorità differenti che migliorano il benessere di tutti, donne e uomini. Questo vale a ogni livello. Più municipali e consigliere comunali potrebbero portare visioni e punti di vista diversi e inediti, utili per arricchire il dibattito pubblico e il processo decisionale.

La differenza è un valore al quale anche la politica locale non può rinunciare se vuole compiere scelte efficaci, innovative e al passo con i tempi. Non può rinunciarci se vuole rinnovare la classe politica, ma anche combattere la disaffezione verso la cosa pubblica e l’astensionismo. Non può rinunciarci se vuole rispondere ai veri bisogni di un territorio e alle esigenze della sua popolazione.

Perché lo facciamo

Il tema donne e politica è diventato centrale e strategico per la democrazia svizzera.

 

Abbiamo bisogno di molte donne elette anche nei consigli comunali e nei municipi per tantissimi motivi, ma soprattutto perché la politica locale è una palestra importante per la democrazia, ma è una palestra importante anche per le donne, che muovono i primi passi in politica, facendo tesoro di un’esperienza che è essenziale per la carriera politica a livello cantonale e federale.

Se le donne non sono più presenti nei consigli comunali e nei municipi, dove si instaurano importanti contatti e dove si matura una fondamentale pratica politica, difficilmente saranno più numerose in Gran consiglio e nel parlamento federale o una donna entrerà di nuovo nel governo cantonale alla prossima tornata elettorale.

Ma non è solo una questione di numeri.

 

Siamo anche convinte che l’esperienza di vita, le specifiche qualità di leadership e le competenze delle donne siano oggi indispensabili in ogni consesso decisionale, se vogliamo vincere le sfide del pianeta e quelle del nostro paese, in modo inclusivo e innovativo.

All’obiezione ricorrente che il genere non conta, conta che uno sia un bravo politico o una brava politica, rispondiamo che le donne hanno un bagaglio esistenziale diverso da quello degli uomini e questa diversità è utile alla classe dirigente per lavorare meglio. Numerose statistiche e ricerche dicono che le donne portano in politica quei temi, quei valori e quelle priorità che migliorano il benessere di tutti, delle donne e anche degli uomini.

Chi siamo

La Federazione delle Associazioni Femminili Ticino (FAFTPlus) è nata nel 1957 con il nome di Federazione Ticinese delle Società Femminili. È stata fondata con lo scopo di raggruppare associazioni femminili e donne attive in ambito politico, sociale e culturale, per rivendicare il diritto di voto e di eleggibilità.

Nel 2015 FAFT è diventata FAFTPlus per accogliere enti, associazioni e socie/i singoli, uomini e donne, che condividono i suoi scopi e i suoi obiettivi. Alla fine dello scorso anno, tre uomini sono entrati in comitato perché FAFTPlus è convinta che la questione della parità e della conciliabilità non è più una questione solo femminile.

Nel 1997 ha fondato il Consultorio giuridico “Donna e lavoro” che offre consulenza e assistenza legale su problematiche riguardanti il lavoro. Considerati i cambiamenti di priorità decisi a livello federale, il Consultorio a inizio 2019 si trasformerà in un centro di competenze per concretizzare la conciliabilità famiglia-lavoro.

La Federazione delle Associazioni Femminili Ticino (FAFTPlus) lavora per trovare soluzioni e realizzare le pari opportunità fra uomini e donne e per tradurre in pratica l’articolo costituzionale che sancisce la parità di fatto tra donna e uomo in tutti gli ambiti.

Si impegna per l’eliminazione delle discriminazioni salariali e professionali, per misure concrete che favoriscano la conciliabilità lavoro-famiglia per uomini e donne.

Vuole inoltre promuovere la presenza femminile nei media, in politica, fra i quadri e in quei luoghi dove si prendono le decisioni che riguardano tutta la collettività.

Più donne in politica = una politica migliore?

 

Agenda Politica 54

Forse, ma in questo modo potremmo avere una politica non solo più giusta in termini di rappresentanza popolare ma, magari, anche migliore a tutti gli effetti.
Il 23 agosto scorso il nostro gruppo Agenda Politica 54 (dal 54% degli aventi diritto al voto rappresentato dall’elettorato femminile) ha inviato a tutti i presidenti e segretari dei partiti rappresentanti nell’arco parlamentare ticinese una serie di raccomandazioni volte ad assicurare l’equa rappresentanza femminile nelle candidature, nelle liste e nelle attività mediatiche, in vista della prossima campagna elettorale.

La nostra campagna

In base all’art. 3 dello suo statuto, FAFTplus è indipendente dai partiti politici. Questo non vuol però dire che la politica non ci interessa. FAFTPlus è infatti attenta a quelle questioni che toccano il suo mandato e le stanno a cuore. Una di queste è sicuramente la presenza delle donne in politica. Non è solo una questione di pari opportunità e giustizia, ma anche di equa rappresentanza della realtà, dove le donne competenti ci sono e contano, e dunque dovrebbero esserci e contare anche nello spazio pubblico.

In questi tempi di scollamento tra popolo e istituzioni, la campagna #iovotodonna vuole accorciare le distanze tra le cittadine e la politica attiva, ma anche far riflettere i partiti e l’elettorato sui benefici per le istituzioni democratiche di promuovere talenti femminili, sia per rinnovare il personale politico, sia per arricchire il confronto sui temi di interesse collettivo.

Non riceviamo né sovvenzioni né contributi dai partiti e siamo neutrali dal punto di vista politico e confessionale.

SOSTIENI LA NOSTRA CAMPAGNA

Stimate e stimati amici di FAFTPlus,

Tra i nostri scopi statutari, ce n’è uno che ha caratterizzato  tutta  la nostra storia, addirittura la nostra nascita: rappresentare gli interessi delle donne nelle istituzioni politiche.

La nostra Federazione rivestì un ruolo fondamentale nell’ottenimento del suffragio femminile in Ticino, quasi 50 anni fa. Con il diritto di voto arrivò anche quello di eleggibilità e i seggi in Parlamento passarono da 65 a 90 proprio per far posto alle donne. Eppure, non abbiamo mai raggiunto nemmeno quel minimo obiettivo: le donne in Gran Consiglio hanno a lungo rappresentato tra  l’11 e il 15% e solo nell’attuale legislatura, con il 24%, ci siamo avvicinati alla media nazionale dei parlamenti cantonali.

PROPORZIONE FEMMINILE
NEGLI ORGANI POLITICI SVIZZERI

  • Ticino

    • Municipi: 16,1%
    • Consigli comunali: 29,6%
    • Sindache: 12,2%

  • Svizzera *

    • Municipi: 27,4%
    • Consigli comunali delle Città: 31,9%

*: per le 170 città svizzere, stato al 1. agosto 2018.

 

Fonti: Ustat (dati comuni ticinesi); UST (dati per le città svizzere)2019.

Metà – metà

Helvetia chiama

Un nuovo movimento
per le donne in politica

 

Helvetia è profondamente preoccupata perché sa che una buona democrazia deve rappresentare i suoi cittadini e le sue cittadine.
Attualmente ci sono:

– 5 uomini e 2 donne in Consiglio federale
– 39 uomini e 7 donne al Consiglio degli Stati
– 140 uomini e 60 donne al Consiglio Nazionale

Fatti due calcoli, sono appena 69 le donne, a fronte di 184 uomini, che determinano la politica svizzera a livello nazionale. È questa una democrazia del XXI secolo?

La campagna apartitica “Helvetia ruft” (Helvetia chiama) vuole contribuire a una democrazia di migliore qualità, aumentando il numero delle donne che partecipano alle decisioni di politica federale.

La campagna prevede di avvicinare le donne alla politica, sostenere e promuovere le candidate, sensibilizzare tutti i partiti a tenere conto delle donne e degli uomini in modo equo e offrire loro posizioni nelle liste interessanti.